Il Prof. Oreste Pollicino ha firmato su Il Dubbio l’editoriale “Quell’AI che Trump vieta ai non americani. Ma così la ‘sicurezza’ travolge i diritti di tutti”.
L’articolo prende le mosse dal caso Anthropic, dopo l’ordine del governo degli Stati Uniti di sospendere l’accesso ai modelli Claude Fable 5 e Claude Mythos 5 da parte di qualunque “foreign national”, dentro e fuori il territorio americano, inclusi i dipendenti stranieri della stessa società.
A partire da questa vicenda, il Prof. Pollicino analizza una questione centrale per il costituzionalismo digitale contemporaneo: l’intelligenza artificiale avanzata non è più soltanto una tecnologia da regolare, ma una infrastruttura strategica, il cui accesso può essere limitato o sospeso attraverso decisioni sovrane.
Il tema della sicurezza nazionale, pur essendo una ragione pubblica primaria, non può tradursi in una clausola capace di comprimere ogni garanzia. Nell’editoriale vengono richiamati, in particolare, i profili legati al due process, alla proporzionalità, alla non discriminazione, alla protezione dei dati e alla sovranità digitale europea.
La vicenda Anthropic mostra infatti come l’accesso alle capacità computazionali avanzate possa diventare un terreno decisivo non solo per imprese, amministrazioni pubbliche e centri di ricerca, ma anche per l’autonomia regolatoria, la continuità istituzionale e la tutela dei diritti fondamentali.
Come sottolinea il Prof. Pollicino, il punto non è negare la rilevanza della sicurezza nazionale, ma pretendere che anche la sicurezza sia governata secondo criteri costituzionali: trasparenza, motivazione, controllo e proporzionalità.
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