La decisione adottata mercoledi da una giuria di Los Angeles nasce da un caso individuale ma tocca un punto che riguarda direttamente il modello economico e giuridico delle piattaforme.
Una giovane utente ha citato in giudizio Meta Platforms e Google sostenendo che l’uso prolungato di Instagram e YouTube non fosse semplicemente una scelta personale ma il risultato di un ambiente progettato per trattenerla. Non contenuti illeciti, non carenze di moderazione: il cuore della causa è il design. Autoplay, notifiche, scroll infinito, sistemi di raccomandazione pensati per massimizzare il tempo di permanenza. La giuria le ha dato ragione riconoscendo un risarcimento e soprattutto validando questa impostazione.
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