Non è soltanto una nuova casella aggiunta all’elenco dei soggetti vigilati da Bruxelles. La decisione con cui la Commissione Europea ha qualificato ChatGpt come «motore di ricerca online di dimensioni molto grandi» segna un passaggio più profondo: l’intelligenza artificiale generativa non viene più osservata solo come tecnologia che produce contenuti ma come infrastruttura capace di organizzare l’accesso alla conoscenza.
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